Il CEO della Toyota mette in discussione l’auto elettrica

Il CEO della Toyota mette in discussione l’auto elettrica

Il CEO della Toyota mette in discussione l’auto elettrica

Di Marco Minati – Senior Consultant Lean Production e docente di “Logistica e gestione degli impianti industriali” presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale (DII) dell’Università di Trento

Così una collega mi ha detto qualche ora fa.

Uau! Roba da non crederci. Ma sarà vero?

Anche il Sole24 Ore dedica un articolo a questa dichiarazione: Il ceo di Toyota: «L’auto elettrica? Business immaturo con costi energetici e sociali insostenibili»

Chi è Akio Toyoda? Beh, non gli ho mai stretto la mano, ma la posizione in cui si trova (amministratore delegato di Toyota) permette al mondo di reputare la sua, un’opinione quantomeno competente. Di parte, certo, ma competente.

Può quindi il leader di una delle più grandi case produttrici di automobili al mondo, un’azienda che ha fatto scuola negli ultimi 30 anni, parlare di automobili?

Sì!

E quello che dice è in sintonia con quello che qualcuno, senza aver gli occhi foderati col prosciutto della politica o dell’avventurismo green a tutti i costi, sta pensando da tempo. E cioè che l’automobile ad impatto ridottissimo è la benvenuta, ma a condizione che sia sostenibile: socialmente, tecnicamente e oggettivamente.

Abbagliate da un marketing potente e pervasivo, molte persone non si sono accorte di vivere in case che sono, spesso, solo delle banali aree di discontinuità tra due parcheggi. Di camminare in strada, col telefono in mano, affiancate su ambo i lati da automobili molto, molto friendly.

Un’automobile, ferma in parcheggio, è piena di energia chimica pronta a trasformarsi in energia meccanica (e inquinanti, certo). A nessuno però è venuto in mente – o è stato detto – di pensare: “…e queste macchine elettriche, come le carichiamo?”

È questo che Akio Toyoda sta infine dicendo. Lapidare il diesel e soffocare il 4 tempi senza una adeguata tecnologia e una potente infrastruttura tecnica è un suicidio economico, tecnologico e sociale. Alle masse, condizionate dal marketing per anni, non si potrà dire semplicemente: “…scusate, ci siamo sbagliati. Tutto sommato il diesel è ancora una buona soluzione. Stavamo solo giocando.”

Toyoda ci suggerisce, da una posizione assolutamente credibile, che è ora di muoversi anche sotto il profilo infrastrutturale, ideando, industrializzando e installando, di corsa, tutto quanto necessario per l’introduzione, progressiva e sostenibile del parco macchine elettrico.

Altrimenti ci troveremo a rubare la corrente elettrica dai tralicci per andare al mare.

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