Il Covid non ferma Oros: investito un terzo del fatturato in tempo di pandemia

Il Covid non ferma Oros: investito un terzo del fatturato in tempo di pandemia

Il Covid non ferma Oros: investito un terzo del fatturato in tempo di pandemia

Di Simone Tognin – Partner e Senior Consultant Lean Production e Logistics

In un periodo difficile come quello che sta vivendo l’economia globale per via del Covid-19, Oros può guardare sia al passato che al futuro con serenità.

Al passato, perché consapevole che la scelta compiuta 18 anni fa – diversificare i settori di lavoro – è stata lungimirante.

Al futuro, perché l’importante investimento compiuto in questi mesi – pari a circa il 30% del fatturato – non fa altro che rafforzare l’affidabilità e la qualità di quest’azienda.

Ed è proprio da quest’ultimo punto che vuole partire Oros, realtà di Feltre che opera in molteplici settori della micromeccanica di precisione.

Nel 2020 l’azienda, situata nella zona industriale di Villapaiera, ha voluto investire in maniera importante per rinnovare un quarto del parco macchine a disposizione della società.

«Stiamo parlando di nuovi centri di lavoro per la tornitura e la fresatura automatica. Sono state acquistate 5 nuove macchine che ne sostituiscono altrettante» spiegano i due soci fondatori «Abbiamo a disposizione 21 macchinari all’avanguardia, che vogliamo mantenere sempre in scia ai più recenti sviluppi tecnologici».

L’importante investimento rientra «in un piano di sviluppo che non è mai stato messo in dubbio dalla grande incertezza dettata dal periodo Covid-19. Pensiamo, anzi, che sia proprio questo il momento per fare un passo avanti».

La filosofia dei due soci è d’altra parte la stessa di vent’anni fa. Ed è qui chiaro il riferimento alla lungimiranza del passato.

Oros nasce infatti nel 1999 come azienda che produce particolari per occhiali.

Nel giro di pochi anni l’occhialeria è un mercato che sta stretto e così nel 2002 Oros si apre ad altri settori: quello dentale, in ambito implantologico, e quello medicale, in ambito ortopedico.

L’azienda di Villapaiera, località di Feltre, è tra i primi in Italia – altra intuizione vincente – a concentrarsi sulla produzione in titanio (materiale oggi utilizzato per il 60% nelle produzioni Oros).

Sono gli anni in cui avviene anche il rinnovo radicale del parco macchine: da quelle meccaniche per geometrie semplici si passa a quelle a controllo numerico in grado di garantire geometrie più complesse e di lavorare su lotti più piccoli.

«Grazie a questa tecnologia, di provenienza giapponese, abbiamo radicalmente cambiato vocazione e siamo diventati terzisti e dai clienti del settore-occhiali del distretto bellunese ci siamo aperti a tutta Italia», ricordano i due fondatori.

Il passo verso l’estero sarà breve: la creazione di una struttura commerciale che guarda fuori dai confini italiani ha portato al 40% di “export” di questi ultimi anni. Oros è presenza fissa a “Medica”, il world forum di Dusseldorf (Germania) che rappresenta la fiera di riferimento per il medicale, e partecipa anche a importanti vetrine tra Dubai e Brasile. Da “aziendina” della vallata, oggi Oros è una realtà smart ben orientata all’Industry 4.0.

«Esserci aperti a più settori è quello che ci ha sempre tenuto a galla» continuano i due soci, 55 e 46 anni «Anche durante il lockdown, per la varietà di codici Ateco in cui operiamo, di fatto non ci siamo mai fermati».

Oggi Oros conta 26 dipendenti e appunto 21 macchine. Opera, tra gli altri, con un ufficio commerciale estero, un ufficio tecnico, un altro ancora dedicato interamente alla programmazione delle macchine. E’ dotata delle certificazioni ISO9001 dal 2006 e ISO13485 dal 2014 (quella, di fatto, che in ambito medico e dentale garantisce la tracciabilità delle componenti utilizzate). Il 2020 si chiuderà con un fatturato in linea con l’anno precedente. Il tutto, nonostante i limiti del Covid-19.

«Operiamo con circa 50 clienti diversi» spiegano dall’azienda «Un numero evidentemente importante, che ci permette di “suddividere” il rischio ma che allo stesso tempo frammenta la produzione».

Proprio la necessità di rispondere a clienti diversi ha imposto ad Oros, nello scorso mese di ottobre, di rivedere totalmente il layout delle macchine e l’organizzazione del lavoro: risparmio dei tempi e funzionalità degli spazi diventano dunque fondamentali nel lavoro quotidiano di Oros. Importante ricordare che l’azienda è pienamente calata nella dimensione 4.0 con tutte le fasi del processo produttivo monitorate in tempo reale grazie ad un software dedicato.

L’efficienza operativa è l’orizzonte a cui l’azienda vuole sempre guardare e il recente, importante, investimento ne è testimonianza.

La produzione dentale e medicale occupa il 60-65% della mole di lavoro di Oros, che per il 25-30% è legata al lusso e all’occhialeria. Un 5%, curiosamente, si riversa nella produzione di componenti per penne da collezione, anche qui quasi esclusivamente in titanio.

Il riferimento è a prodotti che possono essere considerati veri e propri gioielli per la scrittura: molti sono stati i marchi noti per i quali Oros ha creato tutta la componentistica delle penne come  ad esempio Ferrari e Lamborghini, e ancora Pagani (nota per produrre, spesso e volentieri, le auto più costose al mondo) che ha commissionato due anni fa 125 penne da abbinare ad altrettante auto Pagani a “edizione limitata”.

«Il Covid-19 non ci ha fatto smettere di lavorare ma ha sicuramente variato i nostri equilibri» ribadiscono i due soci di Oros «Nonostante la frenesia dell’ambito medico di questi mesi, paradossalmente il medicale ne ha risentito. Con le sale operatorie chiuse, le necessità ortopediche sono crollate. Ribadiamo che la diversificazione dei mercati operata 18 anni fa ci ha tenuto decisamente a galla». Molto più che a galla, in realtà. Con la testa ben fuori dall’acqua, guardando avanti.

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